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Custodi di libertà

Custodi di libertà

La censura e le biblioteche

Quando pensiamo alla censura, la mente tende subito alle immagini cupe del Novecento, come le “veline” del regime fascista (le disposizioni quotidiane che dettavano ai giornali quali infromazioni omettere e quali notizie esaltare) o i roghi di libri (Bücherverbrennung) che il 10 maggio 1933, in Germania, hanno ridotto in cenere le opere degli autori considerati “contrari allo spirito tedesco”.

Ma la censura non è sparita con il fumo delle piazze naziste; ha cambiato pelle, assumendo forme manipolatorie più complesse e mimetizzate. Oggi si manifesta ancora con pressioni analogiche e istituzionali: dalle cancellazioni amministrative di rassegne e mostre locali, fino a meccanismi di condizionamento economico che portano gli stessi operatori culturali verso l'autocensura. E a queste si sono affiancate dinamiche digitali, come la rimozione automatica di contenuti tramite algoritmi opachi, lo shadowbanning nei social media (la penalizzazione della visibilità di un profilo) o la cosiddetta "censura del rumore", che disperde le notizie verificate in un sovraccarico di fake news.

 

Questa metamorfosi dimostra che la censura non è un problema del passato, ma un termometro pratico di quanto una società tenga alla pluralità delle idee e alla capacità critica dei suoi cittadini. Eppure la libertà di espressione e l'indipendenza artistica sono riconosciute come fondamenta portanti della società democratica, dalla nostra Costituzione, come anche a livello internazionale dal Patto internazionale sui diritti civili e politici, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dalle raccomandazioni UNESCO...

 

 

 

Alcune opere degli autori proibiti nel 1933

 

 

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La censura oggi nelle biblioteche

 

Ogni anno, in occasione dell'anniversario del Bücherverbrennungen,  l'Associazione Italiana Biblitoecari promuove Libri salvati, una rassegna di letture e approfondimenti sul tema della censura.

Quest'anno, in questa occasione, L'Osservatorio Censura dell'AIB ha presentato i risultati della Mappatura sulla censura nelle biblioteche italiane 2025.

La mappatura ha confermato l'esigenza delle biblioteche di un maggiore supporto e di strumenti adeguati per poter mentenere il proprio ruolo democratico e di presidio del principio constituzionale di libertà di pensiero e di stampa.

Dall'indagine è emerso in particolare che più del 50% dei rispondenti ritiene che le biblioteche "non dispongano di tutele adeguate contro le pressioni esterne di tipo politico, religioso, ideologico o di altra natura", e che "solo il 40,96% dichiara di sentirsi libero, nel proprio ambiente di lavoro, di proporre o sostenere attività e collezioni potenzialmente controverse". 

L'Osservatorio sulla censura ha messo a disposizione sul proprio sito un form per inserire segnalazioni anonime e un Kit di sopravvivenza contro la censura, un opuscolo con consigli e riferimenti normativi utili per contrastare attacchi censori.

 

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