Giornata internazionale della democrazia
Immaginare il possibile, per ripensare il reale
La Giornata internazionale della Democrazia è stata istituita nel 2007 da una Risoluzione dell‘Assemblea Generale delle Nazioni Unite e da allora viene celebrata il 15 settembre di ogni anno. Questa ricorrenza l'invito ad osservare, partecipare e contribuire in prima persona alla costruzione di una società democratica, che per definizione dovrebbe garantire "a ogni cittadino la partecipazione, su base di uguaglianza, all’esercizio del potere pubblico".
La democrazia è alimentata dalla volontà del popolo, dalle sue voci, dalle sue scelte e dalla sua partecipazione.
(António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite)

I mondi sognati e i mondi temuti
La letteratura ha sempre rappresentato il laboratorio perfetto per realizzare esperimenti mentali, immaginando mondi idilliaci con regole e convenzioni completamente diverse da quelle del mondo reale, o mondi distorti in cui queste ultime sono irrigidite e portate alle estreme conseguenze.
È già nel 1516 che Thomas More inaugura questo esercizio di fantasia con la sua opera Utopia, in cui la società dell'Inghilterra del XVI secolo viene messa a confronto con una società ideale di un'isola che segue regole completamente diverse, dimostrando che la forma del mondo che conosciamo e spesso diamo per scontata, non è l'unica possibile.
Dalla prima Utopia (termine coniato da More stesso a partire dalle voci greche οὐ «non» e τόπος «luogo»), il filone letterario ha continuato ad evolversi nei secoli successivi, a riprova del fatto che immaginare un mondo migliore rimane un bisogno immutato dell'essere umano e una capacità essenziale per modificare il reale. In Il principio di Speranza, Ernst Bloch scrive: «L’importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera avere successo invece che fallire. Lo sperare, superiore all’avere paura, non è né passivo come questo sentimento né, anzi meno che mai, bloccato nel nulla. L’affetto dello sperare si espande, allarga gli uomini invece di restringerli».
Nel Novecento, l'immaginazione del futuro in ambito letterario assume toni più cupi e inquieti. Nasce la narrativa distopica, che sostituisce al "mondo ideale" dell'utopia un futuro possibile in cui gli sviluppi della realtà contemporanea hanno preso una direzione profondamente negativa. Società apparentemente ordinate e razionali si rivelano, poco alla volta, un incubo in cui la realtà che conosciamo è completamente distorta da controllo, disuguaglianze e perdita della libertà.
Accanto a questo filone narrativo, a partire dagli anni Settanta, si sono diffusi sotto-generi più vicini al modello originale dell'utopia, come l'ecotopia (o climate-fiction), che descrive la scoperta di società ideali basate su principi ecologici e sostenibili, e più di recente il Solarpunk, che narra di mondi futuristici basati su tecnologie avanzate sostenibili.
Proiettando ipotesi di ciò che ancora non esiste, la letteratura ci permette di osservare le potenziali conseguenze delle nostra scelte, allenandoci ad usare la fantasia per immaginare e poter mettere in moto il cambiamento.
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