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Ngũgĩ wa Thiong’o

Ngũgĩ wa Thiong’o

Addio a uno dei più celebri autori keniani

Ngũgĩ wa Thiong’o , scomparso il 28 maggio scorso, è stato un romanziere, saggista, poeta e drammaturgo, considerato uno dei principali autori della letteratura africana.
Nato nel 1938 nel distretto di Limuru, in Kenya - che all'epoca era ancora sotto il dominio coloniale britannico - ha trascorso la giovinezza nel periodo più duro della colonizzazione britannica e alcuni membri della sua famiglia presero parte alla rivolta dei Mau Mau, negli anni '50.
Il suo primo romanzo compare nel 1964, dopo che il Kenya, nel 1963, aveva ottenuto l'indipendanza del dominio britannico. Si tratta della storia di due fratelli keniani, ambientata durante la ribellione contro il dominio britannico.
Il romanzo con cui si è affermato è però il successivo Un chicco di grano, pubblicato nel 1967 e che ha segnato la svolta letteraria e politica dell'autore.
 
Poco dopo la pubblicazione di questo romanzo, l'autore ha rinnegato la lingua inglese e insieme ad essa il nome che gli era stato nato alla nascita, James. Ha quindi adottato il nome di Ngũgĩ wa Thiong'o e cominciato a scrivere esclusivamente nella lingua madre, il gikuyu e in swahili.
Dopo essere stato incarcerato senza processo in seguito alla pubblicazione di un'opera teatrale, scelse l'esilio volontario che lo portò a vivere tra il 1982 e il 2004 prima in Inghilterra, poi negli Stati Uniti.
 
Nel 1986 pubblica l'importante saggio Decolonizzare la mente: la politica della lingua nella letteratura africana, che raccoglie interventi di Ngũgĩ tenuti presso l'Università di Aukland. L'opera, uno dei manifesto di quelli che verranno in seguito definiti studi postcoloniali, contiene riflessioni di teoria letteraria, autobiografiche, scrittura narrativa e teatrale, apre alla questione delle implicazioni politiche e culturali della sostituzione delle lingue indigene con quelle dei colonizzatori, sostenendo che lo spirito di una cultura è nella sua lingua.