L’economia dell’arte è una disciplina giovane. Sono passati circa cinquant’anni da quando è stata riconosciuta l’utilità di ricorrere alla tradizionale cassetta degli attrezzi dell’economia nello studio dei beni e dei servizi d’arte, che pur nella loro particolarità rispondono alle usuali logiche economiche tanto quanto i beni di altro genere.
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L’esito di questo processo è stato l’emergere di una disciplina dove l’incrocio di filoni di ricerca legati alle singole arti esprime una visione unitaria del mercato dell’arte. Questa seconda edizione di Economia delle arti è divisa in tre parti: Gli aspetti economici dell’arte (capitoli 1-6) sviluppa gli elementi di base dell’analisi economica delle arti, come la domanda, l’offerta, i prezzi, il lavoro degli artisti e l’intervento pubblico e privato; Gli strumenti delle arti (capitoli 7-9) analizza temi particolari ma trasversali alle singole arti, quali la dimensione spaziale dei distretti artistici, le loro tipologie e il collegamento con le politiche culturali territoriali, lo scambio di mercato di beni da collezione tramite l’asta, le nuove espressioni artistiche legate all’utilizzo delle tecnologie digitali; I mercati delle arti (capitoli 10-15) dedica un capitolo a ogni specifica arte, cominciando con i beni culturali e i musei quali strumenti di trasmissione dell’arte e anche come imprese, per continuare con il mercato del libro, della musica, del cinema, dell’arte visiva e dello spettacolo. La struttura del libro permette una lettura personalizzabile, sia perché i capitoli della terza parte sono ampiamente indipendenti, sia perché le due tipologie di schede presenti nel testo, L’Ape e L’Architetto, costituiscono ulteriori livelli di approfondimento: la prima illustra contenuti operativi, la seconda propone argomenti più formali che richiedono minime conoscenze di economia, statistica e matematica.