Poeta e italianista inglese, traduttore di Vittorio Sereni, Peter Robinson ci propone, in questo suo libro, momenti di realtà perlustrati e vissuti con la presenza attiva di lievi accensioni del suo sentimento dell'esserci.
[...]
Partendo dall'esperienza personale ci delinea un ampio percorso in vari luoghi d'Europa, mostrando una sottile, naturale capacità di muoversi in realtà e paesaggi diversi, osservati nel dettaglio e nella quotidianità, entrando in Milano, in Parma o in altri territori e città, spaziando dalla Svizzera all'Irlanda, evocando autori legati alla sua esperienza e ai suoi studi, Erba, Sereni, Tabucchi, e non di meno includendone, con dediche o riferimenti, altri, da Apollinaire a Joyce. Poeta coltissimo, ma di una semplicità profonda, con disinvolta eleganza di tratto, Robinson si esprime tra tempo d'amore e senso circolante di una «malinconia causata da qualche bene perduto», restando in fondo sempre incerto su «dove mai sia meglio vivere». L'autore si è avvalso per la traduzione della collaborazione di Pietro De Marchi e della moglie Ornella Trevisan, pur essendo già di suo conoscitore e cultore della lingua e letteratura italiane. Postfazione di Anna Saroldi.