Dentro la città che tutti credono di conoscere, Matilde Serao ne scopre un’altra: nascosta, soffocata, invisibile. "Il ventre di Napoli" è il libro in cui la grande scrittrice e giornalista guarda oltre le immagini rassicuranti e affronta la realtà dei quartieri popolari, dove la vita si consuma tra miseria, fatica e precarietà quotidiana.
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Tra vicoli senza luce, case sovraffollate, lavori massacranti e fame quotidiana, la scrittrice dà voce a quel popolo che fatica, resiste, sopravvive. Non è un romanzo, non è un semplice reportage: è una denuncia civile e insieme un atto d’amore verso la propria città. La miseria che descrive non è colpa, è condizione; non è degrado morale, ma conseguenza di un sistema che schiaccia i più deboli. Questa edizione, che ripropone il testo del 1906 ampliato e rielaborato dall’autrice, restituisce pienamente l’evoluzione della sua coscienza civile. Ad un secolo dalla scomparsa di Serao, il libro conserva una forza sorprendente: non parla soltanto del passato, parla di ogni luogo in cui la bellezza di facciata convive con l’ingiustizia profonda e ricorda come la letteratura può ancora essere uno strumento di verità.