Incatenarsi agli alberi, bloccare le strade e rischiare il carcere o la vita per liberare visoni in gabbia sono azioni dirette in cui gli attivisti espongono la propria vulnerabilità “in nome della natura selvaggia”, meritevole di protezione. Sarah M.
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Pike intuisce che questi gesti hanno a che fare con strutture interiori profonde e – mediante l’analisi di arte e narrazioni, il dialogo e la partecipazione alla vita di comunità – indaga nel dettaglio come evolvono le identità attiviste e in che modo le proteste intrecciano visioni individuali, rituali collettivi e cambiamento sociale. Spesso fraintesi o marginalizzati, gli attivisti raccontano di una dedizione che nasce da intense esperienze precoci, da legami intimi e affettivi con luoghi e animali nonumani. Sono infatti le memorie e le emozioni di meraviglia, amore, compassione, rabbia e dolore a plasmare le azioni attraverso cui l’eco-attivismo radicale si esprime e trasforma chi lo pratica. For the Wild offre una lettura antropologica inedita per comprendere la forza simbolica e la tensione etica che animano l’eco-attivismo, invitando a interrogarsi sulle forme contemporanee del dissenso e della responsabilità verso il pianeta e i suoi abitanti.