In questo saggio magistrale, Mario Isnenghi – decano della storiografia italiana e finissimo interprete dei miti e delle mentalità nazionali – torna a misurarsi con la figura complessa e ambivalente di Guido Piovene.
[...]
Il titolo, che risuona come un imperativo etico e filosofico, introduce una riflessione profonda sui «tempi di malafede» e sulle zone d’ombra della coscienza intellettuale novecentesca. Attraverso una prosa colta e vibrante, Isnenghi ricostruisce il perimetro esistenziale di Piovene: dalle radici beriche, immerse in un mondo di ville fogazzariane e nobiltà esauste, fino al traumatico confronto con il fascismo e le sue derive antisemite. Non è solo una disamina ecdotica di testi e diari, ma un’indagine sulla responsabilità della parola e sul trasformismo come categoria dello spirito. Isnenghi naviga tra le contraddizioni di un autore che ha fatto della «recita» e della «falsità» la propria cifra narrativa, interrogandosi sul confine tra la colpa individuale e il conformismo di un’intera classe dirigente. Un’opera imprescindibile per chiunque voglia comprendere le radici psicologiche e storiche dell’identità italiana, restituita con la consueta acribia di un maestro della ricerca storica. Parole chiave: Fascismo; Intellettuali italiani; Partito comunista italiano; Sec. 20.; Sinistra.