In questo libro, Chiara Pavan condivide il percorso che l'ha portata fin qui, il suo rapporto creativo e curioso con il cibo e l'amore per una cucina che esprime una visione precisa del mondo. Dopo gli studi di filosofia, Chiara Pavan ha scelto la cucina come spazio di ricerca ed espressione.
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Oggi, sull'isola di Mazzorbo nella laguna di Venezia, guida un ristorante premiato con una stella Michelin e con la Stella Verde per la sostenibilità. Lì, nell'orto e nel vigneto che circondano il ristorante, è maturata la sua idea di cucina, profondamente legata all'esperienza in laguna: un ambiente fragile, dove gli effetti del cambiamento climatico sono più visibili che altrove - dall'acqua alta del 2019 alla siccità del 2022, dall'invasione dei granchi blu alla progressiva perdita di biodiversità marina - e incidono ogni giorno sulla disponibilità degli ingredienti e sul modo stesso di cucinare. In questo libro, Pavan condivide il percorso che l'ha portata fin qui, il suo rapporto creativo e curioso con il cibo e l'amore per una cucina che esprime una visione precisa del mondo. Scopriamo così i principi cardine della sua «cucina ambientale», che si lascia guidare dalle materie prime del territorio - ciò che si pesca al mattino, che matura nell'orto, che resiste al sale e alla siccità - per valorizzare erbe spontanee e specie invasive, immaginare nuovi usi per gli scarti e reinventare la tradizione. Nella realtà della laguna, infatti, vita lenta, stagionalità e filiera corta non sempre sono scelte: spesso sono obblighi dettati dall'isolamento o dai ritmi della natura. Il risultato è una cucina che interroga il presente e prova a immaginare l'alimentazione del prossimo futuro: dove lo scarto diventa risorsa, il granchio blu un alleato, le piante alofite ingredienti preziosi e il vegetale si fa protagonista. Tra riflessione etica, curiosità ed esperimenti, Pavan costruisce un racconto personale e insieme politico che invita a ripensare il nostro rapporto con il paesaggio: non più un deposito di risorse da sfruttare, ma un sistema complesso con cui entrare in equilibrio. Perché «il lusso non è abbondanza, ma connessione»: con il territorio, con le stagioni, con chi produce il nostro cibo. Il vero lusso, dunque, non è avere tutto quello che desideriamo a portata di mano, ma imparare a fare il massimo con quello che si ha.