In una Francia vibrante di jazz e varietà, l’artista marsigliese non è ancora il leggendario don Camillo, ma un talento sconosciuto al grande pubblico, che però già domina i caffè-concerto con la sua mimica inconfondibile e una voce capace di incantare le platee.
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Tra le quinte del teatro “Bobino” e i primi set cinematografici, emerge il ritratto intimo e fedele di un uomo generoso, che come un mentore e un amico guida Illiria tra le insidie del successo. In un delicato equilibrio tra realtà storica e finzione narrativa, Ilaria Pernigotti restituisce l’umanità vibrante di Fernandel: il suo sorriso luminoso, la dedizione alla famiglia e quell’inarrivabile capacità di trasformare la fanciullezza in un’arte eterna.