"The Living Museums. Franco Albini – BBPR – Lina Bo Bardi – Carlo Scarpa" è un’analisi di quattro musei, condotta dalla storica dell’architettura Orietta Lanzarini. Tali musei, realizzati tra gli anni Quaranta e Sessanta del Novecento, portano la firma di alcuni tra i più innovativi architetti italiani del secolo scorso: Franco Albini, lo studio BBPR, Lina Bo Bardi e Carlo Scarpa.
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Attraverso approcci e strategie differenti, essi hanno ripensato e riprogettato i musei del secondo dopoguerra e le loro finalità. Nonostante le intrinseche diversità, i quattro casi studio dimostrano come i progetti di questi architetti perseguissero due obiettivi comuni: rendere l’educazione all’arte accessibile a tutti e valorizzare il ruolo della storia nella costruzione del presente. Il Museo di Arte Antica del Castello Sforzesco a Milano (1947-1956), progettato dallo studio BBPR, mirava a essere al contempo «popolare» e «didattico», confrontandosi con la concezione della storia propria di Ernesto Nathan Rogers; la Galleria Comunale di Palazzo Bianco a Genova (1949-1951), opera di Albini, inserisce moderni dispositivi espositivi in un palazzo antico, favorendo lo sviluppo di una cultura visiva personale; la Gipsoteca «Antonio Canova» a Possagno (1955-1957) – considerata il lavoro più complesso di Carlo Scarpa – coniuga una serie di fonti artistiche, architettoniche e letterarie risalenti al XVII secolo, valorizzando le opere di Canova attraverso sapienti giochi di luce. Il MASP – Museo de Arte de São Paulo, in Brasile (1947-1950; 1957-1968), progettato da Lina Bo Bardi, è incentrato sui concetti di educazione collettiva e di adattabilità degli spazi a diverse funzioni culturali. Il volume è completato da un’antologia di saggi firmati da Albini, dal gruppo BBPR, da Bo Bardi, da Scarpa e dallo storico dell’arte Giulio Carlo Argan, che riportano l’attenzione su temi di fondamentale importanza anche per la museografia contemporanea.