Femminista e femminile, seduttiva e polemica, scomoda e appassionata, Lea Vergine è una delle ultime intellettuali del Novecento. Il suo libro sulla "Body Art fece scandalo". La mostra "L'altra metà dell'avanguardia" cambiò per sempre lo sguardo sulla creatività femminile.
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Nota per i suoi giudizi tranchant, non ha mai risparmiato artisti acclamati come Dalì ("un surrealista di terz'ordine, mitomane e kitsch") o Maurizio Cattelan ("un abile vetrinista"). Qui si racconta con il piglio dell'intellettuale di razza e le fragilità di una donna che non ha mai smesso di chiedere molto alla vita. Perché "l'arte è la rincorsa dell'amore".