Senza l'eco biblica della sua feroce deportazione giudaica che coinvolse anche il profeta Daniele e, soprattutto, senza il Nabucco verdiano, di cui fu figura ispiratrice, il nome di Nabucodonosor II di Babilonia (605-562 a.C.) non sarebbe oggi così noto al mondo occidentale.
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In tempi recenti gli scavi e gli studi hanno finalménte messo in luce aspetti nuovi - e spesso sorprendenti - della potenza e della magnificenza di questo sovrano, ancora ben testimoniate dall'imponente cinta muraria di Babilonia e dalle splendide decorazioni policrome della porta di Ishtar, oggi presso il Pergamon Museum di Berlino.
Erede di un piccolo regno strappato dal padre Nabopolas-sar all'Assiria, storica rivale, Nabucodonosor dimostrò da sùbito un temperamento ambizioso e teso al comando, che lo spinse ad attuare una energica politica espansionistica: annette la Siria e la Palestina, fino alla conquista e alla distruzione di Gerusalemme (587), che seminò terrore e sofferenza tra le popolazioni ebraiche. Governò le diverse etnie del suo regno con grande rigore, in nome dello strenuo rispetto della tradizione dei padri: restaurò e ampliò i più importanti edifici sacri e ricostruì il palazzo paterno con sfarzo mai visto prima. Sotto di lui Babilonia fu ricca e potente, ma la ferrea politica messa in atto non potè garantire all'impero stabilità e unità durature: sùbito dopo la sua morte la Meso-potamia conobbe un lento ma inesorabile declino, religioso e politico. Neppure il tentativo di rinsaldare lo Stato operato da Nabonedo (556-539), suo quarto successore, potè nulla di fronte all'offensiva dei Persiani di Ciro, che nel 539 conquistarono Babilonia, ponendo fine al suo impero.
In una nuova e originale biografìa Daniel Arnaud restituisce un esauriente ritratto di Nabucodonosor, ricostruendone, sulla base della ricca documentazione archeologica ed epigrafica disponibile, la fervida attività civile, politica e religiosa. Tutte le fonti a disposizione sono interpretate e commentate con attento vaglio critico senza mai rinunciare alla fluidità della narrazione, che si avvale di un ampio corredo di studi, reperibili tutti nella bibliografìa ragionata a fine volume.